Ogni idea che non è incoraggiante è sbagliata

Albert Hirschman

È nei luoghi che l’esperienza umana si forma, si accumula e viene condivisa, e il suo senso viene elaborato, assimilato e negoziato. Ed è nei luoghi, e grazie ai luoghi, che i desideri si sviluppano, prendono forma, alimentati dalla speranza di realizzarsi.

Zygmunt Bauman - Fiducia e paura nella città - 2005

La ragione di fondo per l’ esistenza dell’università è la sua capacità di mantenere una stretta connessione tra la conoscenza e la passione per la vita, mettendo assieme i giovani e gli anziani nella comune ricerca di una interpretazione creativa dell’apprendimento.

Alfred North Whitehead  - The Aims of Education - l929 (trovato da Paolo Fareri)

Planning is the organisation of hope

John Forester

Every idea which is not encouraging is wrong

Albert Hirschman

The justification for a university is that it preserves the connection between knowledge and the zest of  life, by uniting the young and the old in the imaginative consideration of learning.

Alfred North Whitehead - The Aims of Education - l929 (found by Paolo Fareri)

Le mappe sono un modo per organizzare la sorpresa.

Peter Steinhart - Names on a Map - 1986

Maps are a way of organising wonder

Peter Steinhart - Names on a Map - 1986

Terzo rapporto sulle città

Mind the gap. Il distacco tra politiche e città

Urban@it - Centro nazionale di studi per le politiche urbane | A cura di: Alessandro Balducci, Ota De Leonardis e Valeria Fedeli

Dopo anni di stasi le città tornano all’attenzione della politica nazionale. Ma il gap, il distacco tra politiche e città persiste, anche se si riconfigura in un movimento di tipo quasi ondulatorio, di ricerca reciproca e al tempo stesso di incontro incompleto. Le politiche sono in cerca di città perché non hanno sedimentato una visione strategica del ruolo delle città nello sviluppo del Paese.

Esiste uno scarto tra retoriche e politiche, tra ordinario e straordinario, tra sperimentazione e flusso costante dell’azione pubblica. Se ne occupa la prima parte del Rapporto. Anche le città sono in cerca di politiche per contesti, popolazioni, problemi e innovazioni che crescono fuori o ai margini delle politiche esistenti. I nodi principali sono la variabile tempo, poiché si tratta di trasformazioni che non è possibile affrontare in una logica emergenziale, la difficoltà a mettere a fuoco le questioni, la scarsità degli strumenti a disposizione degli attori territoriali a partire dal restringimento del welfare. Se ne occupa la seconda parte del Rapporto. Proporsi di ridurre la distanza tra politiche e città, come fa la terza parte del Rapporto, significa riflettere in profondità sulle ragioni della distanza ed apprendere dai diversi cantieri aperti, anche da parte di nuovi attori che “fanno città”. Significa aprire una nuova stagione di politiche urbane a partire da questioni di metodo (conoscenza, regolazione, finanziamento) e affrontando questioni di contenuto (inclusione dei migranti e dei rifugiati, qualità dell’aria, economia circolare, resilienza, povertà urbana, abitare, lavoro e competenze nell’economia locale, cultura) per superare la logica dei bandi e procedere attraverso accordi con le autorità urbane locali sull’esempio dei patti (city deals) olandesi e britannici. La Agenda urbana nazionale non è un piano, o non lo può essere più. E’ un metodo e una visione al plurale, con pratiche innovative ispirate da un quadro di riferimento strategico capace di informare politiche integrate.

Mulino, 2018, 330 pp.